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venerdì 23 settembre 2011

La topologia.

Nella matematica moderna la topologia o studio dei luoghi (dal greco τόπος, tópos, "luogo", e λόγος, lógos, "studio") rappresenta un’importanti branche della matematica moderna.
Si incentra sullo studio delle proprietà delle figure e delle forme che non cambiano quando viene effettuata una deformazione senza "strappi", "sovrapposizioni" o "incollature".
Per esempio un cubo e una sfera sono oggetti topologicamente equivalenti (cioè omeomorfi), perché possono essere deformati l'uno nell'altro senza ricorrere a nessuna incollatura, strappo o sovrapposizione; una sfera e un toro invece non lo sono, perché il toro contiene un "buco" che non può essere eliminato da una deformazione.
Anagolamente nel piano  sono fra loro equivalenti cerchio ed ellisse.
Un classico esempio topologico è  il nastro di Möbius di cui in figura  che può essere facilmente realizzato partendo da una striscia rettangolare ed unendone i lati corti dopo aver impresso ad uno di essi mezzo giro di torsione, pari a 180°.

giovedì 1 settembre 2011

L'agiografia

Una visita accurata di una chiesa richiede l’ausilio di fonti culturali e tr questeun approfondimento agiografico.
Per agiografia si intende il complesso delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo  e del culto a lui tributato: testi scritti, ma anche rappresentazioni iconografiche, epigrafi monumenti e addirittura oggetti di vario genere comunque finalizzati al ricordo del personaggio in questione e alla promozione della venerazione nei suoi confronti.
Particolare cura è data alla produzione letteraria  comprensiva  di testi narrativi (Passiones, vite, raccolte di miracoli, relazioni su traslazioni di reliquie), e di quelli a carattere liturgico (martirologi e calendari) e dalla produzione poetica ed innologica
L’agiografia non va confusa con l’angelologia che studia gli angeli e tanto meno con l’angiologia (una branca dell’anatomia che studia i vasi arteriosi e venosi).

martedì 23 agosto 2011

Il nartece

Moltissime chiese, basti pensare ad alcune stupende di Roma, presentano nella loro struttura architettonica il nartece che ha la funzione ci collegare le navate con l’esterno della chiesa
Collega le navate con l'esterno della chiesa, ed ha la funzione di un corto atrio largo quanto la chiesa stessa.
Il nartece è una struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo.
Anticamente il nartece il cui termine ha origine greca aveva la funzione di ospitare catecumeni  e pubblici penitenti ma, perse queste funzioni, è andato scomparendo a partire dalVII secolo.
La sua funzione era quella di ospitare i catecumeni e i penitenti non ancora pienamente ammessi alle funzioni liturgiche.
Con il trascorrere dei secoli, per ricevere il battesimo non era più necessario seguire un percorso catecumenale perché questo sacramento veniva sempre più amministrato ai bambini. Venne così meno l'esigenza di dotare le chiese di questo particolare spazio, e di fatto esso non si trova più nelle costruzioni recenti.
 Se è una struttura interna alla chiesa, si dice endonartece, se invece è un porticato esterno (tipicamente un residuo formale del quadriportico), il nome specifico è esonartece, a Ravenna detto ardica.
Il nartece ha trovato ampio utilizzo anche in periodo romanico (secoli X e XI) e gotico (secoli XII e XIII). In particolare nello stile gotico, il nartece è ben visibile anche dall'esterno dell'edificio, poiché costituito da una torre centrale più grande e due laterali di dimensioni minori, o viceversa.

mercoledì 10 agosto 2011

L'anastilosi

Andiamo alla ricerca di termini non molto usati nel linguaggio corrente.

Uno di questi è l’anastilosi termine  utilizzato soprattutto in archeologia.

Si tratta di una tecnica con la quale in particolare, si rimettono insieme, elemento per elemento, i pezzi originali di una costruzione distrutta, per esempio dopo un terremoto. Vengono così ricostruiti edifici distrutti, dei quali è stato possibile rinvenire una quantità sufficiente di resti. Molto spesso, infatti, i resti dei templi che si ritrovano nei più famosi siti archeologici sono frutto di ricostruzioni per anastilos che consiste quindi nella ricostruzione di una rovina realizzata utilizzando le sue stesse componenti.

Il celeberrimo sito archeologico di Selinunte in Sicilia , uno dei più importanti templi greci nel mondo è stato ad esempio ricostruito con questa tecnica: poiché i resti di edifici rasi al suolo da un sisma erano stati conservati in ottimo stato

Negli ultimi anni si possono  ricordare le ricostruzioni per anastilosi delle zone del Friuli distrutte negli anni’70 dal terremoto, nonché l'intervento sul ponte di Mostar distrutto nel 1992-1993 durante le guerre iugoslave.

sabato 23 luglio 2011

L'autodichia

Come è noto, l’ordinamento politico italiano, analogamente a quello di altre democrazie, ha come base, la separazione dei poteri legislativo, giurisdizionale ed esecutivo, introdotta dal pensatore, filosofo e giurista  Montesquieu che pubblicò nel 1748 “ lo spirito delle leggi”
La funzione legislativa è attribuita al Parlamento, nonché eventualmente ai parlamenti degli stati federati o agli analoghi organi di altri enti territoriali dotati di autonomia legislativa, che costituiscono il potere legislativo;
La funzione amministrativa è attribuita agli organi che compongono il governo e, alle dipendenze di questo, la pubblica amministrazione, i quali costituiscono il potere esecutivo;
La funzione giurisdizionale è attribuita ai giudici, che costituiscono il potere giudiziario.
Ebbene il potere legislativo applica l’autodichia Inteso in senso stretto, come "giustizia domestica": indica cioè la giurisdizione delle Camere sulle controversie relative allo status giuridico ed economico dei propri dipendenti.
Tale istituto è fondato tradizionalmente sull'esigenza di garantire la indipendenza del Parlamento da ogni tipo di possibile ingerenza esterna.
Il Parlamento è pertanto ad esempio sovrano  nel ricorrere  all'interno della propria amministrazione, le controversie concernenti personale dipendente, senza ricorrere a tribunali esterni.

mercoledì 1 giugno 2011

La sindrome di Stendhal

Tra le affezioni psicosomatiche non infrequenti  si annovera come frequente la sindrome di Stendhal il grande scrittore e viaggiatore in Italia nel 1800.
Egli, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand Tour del 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":
"Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce a Firenze, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere." 
Tale disagio invalidante costituito da tachicardia, capogiro, vertigini, confusione ed anche allucinazioni soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati è stato compiutamente studiato soltanto a partire dagli ’80 del secolo scorso
Nei casi più gravi il visitatore durante una permanenza in un museo  è colpito da una grave forma di isteria che può portare anche alla distruzione dell’opera d’arte.

venerdì 27 maggio 2011

Il chiasmo


Il chiasmo è una parola difficile cui sottendono numerosi significati in molteplici settori come la stilistica, la cultura e l’anatomia
Incominciamo dall’ambito stilistico in cui il chiasmo o chiasma (letteralmente dal greco "struttura a croce di chi greca") è la figura retorica in cui si crea un incrocio immaginario tra due coppie di parole, in versi o in prosa, con uno schema sintattico di AB,BA
La disposizione contrapposta delle parole può essere raffigurata mediante la lettera greca ("chi") dell'alfabeto greco  a "ch" aspirata, da cui origina il termine "chiasmo".
Un classico esempio è rappresentato dal celeberrimo motto dei moschettieri di Dumas padre.
“Uno per tutti tutti per uno
Un altro è  il famoso incipit dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto:
“le donne. I cavallier, l’arme , gli amori
Le donne sono legate agli amori e i cavalieri alle armi.
Per passare poi all’arte ed in particolare alla scultura, il chiasmo è una tecnica compositiva che consiste nella disposizione della figura umana secondo un particolare ritmo  che ricorda l’andamento della lettera χ dell'alfabeto greco.
Il Dorifero di Policheto ne rappresenta un classico esempio: è ben visibile il ritmo bilanciato di alterne flessioni e tensioni che coinvolge gli arti contrapposti, sia ora declinato in una visione più organica, dinamica ed equilibrata della figura umana.
Al braccio sinistro, teso a reggere il giavellotto corrisponde la tensione della gamba destra che sostiene il peso del corpo.  Al braccio destro mollemente disteso lungo il fianco teso, e la gamba sinistra, con la punta del piede a sfiorare appena il suolo.
Per quanto riguarda l’anatomia  l’informazione proveniente dalla metà destra del campo visivo viene elaborata dalla metà sinistra del cervello e l’informazione proveniente dalla metà sinistra del campo visivo viene elaborata dalla metà destra del cervello.

giovedì 7 aprile 2011

Cosa si intende per aporia?

Nel linguaggio comune forbito è  usato sovente il termine aporia preso a prestito dalla filosofia greca,
Oggi l'aporia assume il significato  letterale di dubbio e più in generale di insolubilità di un problema, qualora si parta da determinate premesse Se si vuole confutare una teoria il metodo usato è proprio quello di dimostrare, tramite opportune premesse, che le sue conclusioni sono aporetiche,cioè contraddittorie o che generano antinomie.
Il termine trova fondamento nei concetti filosofici espressi da Anassagora e Democrito . il padre dell’atomismo.In epoca successiva sempre nel contesto greco assume significato l’aporia socratica implicita nel discorso maieutico volto alla liberazione dal falso sapere, dalla convinzione cioè di avere delle verità certe.
L'interlocutore di Socrate infatti, di fronte alle insistenze del maestro che continuamente gli chiedeva cosa fosse, entrava nell' aporia, cioè in una strada senza uscita, dichiarando la sua incompetenza nel dare una risposta definitiva e precisa e riconoscendo quindi che la sua certezza iniziale era insussistente.

domenica 20 marzo 2011

L'ambone , il pergamo ed il pulpito

Si parla spesso di ambone, ma molte volte anche non a proposito perché si confonde con il pulpito.
Nelle chiese cristiane, l'ambone è la tribuna dalla quale vengono proclamate le letture ed è realizzato in marmo pietra o legno chiusa da tre lati da un parapetto, aperto su una scala nel quarto lato.
L’ambone, elemento architettonico importantissimo nelle chiese paleocristiane e romaniche non era unico; infatti erano due ai lati dell’altare, uno a destra per l’Epistola ed in quello a sinistra per la lettura del Vangelo.
Il termine ambone viene dal greco ambon, che indica ogni superficie convessa e  panciuta .
Sinonimo di ambone è pergamo (dal greco pergamon, "luogo elevato"). Spesso il pergamo o ambone è confuso con il pulpito struttura diversa per forma e funzione, destinata esclusivamente all’omelia
Nella storia dell’arte celebri sono il pergamo del Duomo di Pisa di Andrea Pisano di cui nel riquadro a lato e quello romanico della basilica di San Giulio, sul lago d’Orta dell'XI secolo in serpentino verde di Oira, antica e prestigiosa pietra locale.

giovedì 17 marzo 2011

La sindrome di Nimby

Sempre con maggiore frequenza si levano proteste da parte dei cittadini sul pericolo delle discariche della nettezza urbana ed oggi con proporzioni comprensibilmente più elevate , dopo lo Tsnunami del Giappone  sul pericolo delle centrali nucleari.
E’ d’attualità insomma la sindrome di Nimby  (Not In My Back Yard, trad. "Non nel mio cortile") con cui  si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali,termovalorizzatori,discariche, depositi di sostanze altamente tossiche e centrali nucleari e simili.
L'atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull'ambiente locale.
E’ un comportamento da combattere, anche se  comprensibilmente insito in ognuno di noi!

mercoledì 2 marzo 2011

La teleologia

E' un termine ricorrente nei manuali di filosofia sin dai tempi del pensiero greco da non confondere con la teologia.
E' invece poco conosciuto dall'uomo non particolarmente addottrinato.
La teleologia (dal greco telos, "fine" o "scopo") è la dottrina filosofica del finalismo;  è il credere che alla base di tutto  vi sia un progetto, uno scopo, una direttiva, un principio o una finalità nelle opere e nei processi naturali.
Mentre la scienza investiga leggi e fenomeni naturali, la teleologia si preoccupa invecea dell'esistenza di un principio organizzativo dietro queste leggi e fenomeni naturali.
In ambito teologico, la teleologia cerca di giustificare l'esistenza di Dio come artefice di tutto ovvero come creatore ed architetto dell'universo.
Molte sono le teorie teleologiche che hanno trovato un forte impulso nell'ottocento con Hegel e sempre più verso la fine del XX secolo con la nascita di nuove teorie cosmologiche finalistiche.

sabato 26 febbraio 2011

Transverberazione

E’ un termine appartenente esclusivamente all’agiografia cattolica.
La transverberazione (dal latino trans verberatio: da transverberare, cioè trafiggere, trapassare da parte a parte),  è l'esperienza mistica attribuita ad alcuni fedeli che verrebbero feriti dall'intervento sovrannaturale di Dio o di creature angeliche.
Tra i casi più celebri quello di santa Teresa d’Avila  il cui cuore sarebbe stato trafitto durante un'estasi da un angelo con una freccia infuocata e di San Pio da Pietrelcina. Egli disse di vedere una figura, probabilmente angelica, che con una lancia creò i segni della Passione del Signore.A
L’opera del Bernini di cui si riporta l’illustrazione è l'Estasi di Santa Teresa che  è direttamente ispirata ad un celebre passo degli scritti della santa, in cui ella descrive una delle sue numerose esperienze di rapimento celeste:
« Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio. »
(Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13)

Tutto quanto è riportato da Santa Teresa è raffigurato pertanto in modo mirabile da Bernini nella sua composizione marmorea, con il corpo completamente esanime e abbandonato della santa, il suo volto dolcissimo con gli occhi socchiusi rivolti al cielo e le labbra che si aprono per emettere un gemito, mentre un cherubino dall’aspetto di fanciullo giocoso, con in mano un dardo, simbolo dell'Amore di Dio, scosta le vesti della santa per colpirla nel cuore.

lunedì 7 febbraio 2011

La crestomazia

E’ un termine molto difficile e usato soltanto in ambienti culturali e letterari.(dal greco chrēstomátheia, studio di cose utili).
Significa  un’antologia o meglio una raccolta o selezione di brani significativi, spesso commentati, delle opere in prosa o in versi, degli studi, dei motti, delle sentenze  di uno stesso autore o di autori vari, già in uso presso Greci e Romani;
E’ il titolo dell'opera di un certo Proclo, forse il grammatico Eutichio Proclo (II secolo) che fu istitutore dell'imperatore romano  Marco Aurelio, che rappresenta un’importante fonte di informazioni sui poemi perduti che compongono, con Iliade ed Odissea il ciclo epico.
La crestomazia, anche se in un ambito ristretto, è soprattutto nota, per l’opera lasciata dal poeta  Giacomo Leopardi che ha avuto il merito di introdurre in Italia questo nuovo istituto letterario:l’antologia per brani scelti intesa a fornire non più soltanto un repertorio di esempi di bello scrivere, ma una veduta d’insieme della letteratura italiana.
Nelle intenzioni di Leopardi l’opera era rivolta soprattutto ai “giovani italiani studiosi dell’arte e dello scrivere”

giovedì 2 dicembre 2010

Acrostico

Cosa è veramente un acrostico? (dal greco tardo ἀκρόστιχον, composto di ἄκρον, «estremo» e στίχος, «verso») è un componimento poetico in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase, a loro volta denominate acronimo.( greco tardo ἀκρόστιχον, composto di ἄκρον, «estremo» e στίχος, «verso»)
 All’inizio aveva una funzione  mnemonica e probabilmente anche magica,
 Esempi di acrostici dell'antichità sono alcuni Salmi della Bibbia i cosiddetti "Salmi alfabetici" in cui l'inizio di ogni verso presenta, nell'ordine, tutte le lettere dell'alfabeto (Salmi 25, 34, 119).
I più antichi esempi di acrostici in greco risalgono ad Arato di Soli e a Nicandro.
Anche Ennio fu autore di acrostici; gli argomenti in versi delle commedie di Plauto, presentano in acrostici il titolo delle commedie stesse.
Fra i poeti cristiani, acrostici furono composti da Commodiano nelle sue Instructiones. La tradizione dell'acrostico continuò nel Medioevo e poi nella letteratura italiana: molto famoso è l'acrostico costituito dai capoversi delle terzine dell'Amorosa visione con cui il Boccaccio dedicò l'opera a Maria d'Aquino.
Sono definiti acrostici anche i termini che risultano dalle lettere iniziali di singole parole anziché di versi: l'esempio più noto è l'acrostico cristologico IΧΘΥΣ, "pesce", costituito dalle iniziali della formula Ἰησοὺς Χριστὸς Θεοῦ Υἱὸς Σωτήρ, (Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore). Celebre è anche la scritta Viva V.E.R.D.I. che i patrioti italiani utilizzavano, durante il Risorgimento, per significare (Viva) Vittorio Emanuele Re d’Italia.

martedì 16 novembre 2010

L'apoftegma

Cosa è l’apoftegma?
E’ indubbiamente una parola difficile di origine greca che tradotto significa letteralmente l’enunciare un risposta o una sentenza in forma definitiva.
La parola, quindi, assume il significato di "detto", "sentenza", "massima" e si usa per una frase o sentenza di tipo aforistico, cioè che reca in estrema sintesi una verità profonda ed al contempo stringente.
L’apoftegma non è diverso dall’aneddoto, dalla  sentenza e dal proverbio, ma è anche difforme da loro.
Come l'aneddoto l'apoftegma fa riferimento ad una precisa situazione storica, ed ha come protagonisti delle persone reali; ma mentre l’aneddoto di solito ha un  carattere esemplificativo o comunque marginale rispetto al contesto, talora quasi di curiosità, un apoftegma è sempre interamente autoconclusivo, ed ha una rilevanza per sè.
L'apoftegma è dunque una sentenza ma è tuttavia una particolare sentenza enunciata dal protagonista "in risposta" ad un altrui discorso, o affermazione, o domanda, oppure come chiosa che racchiuda compiutamente un dato evento.
A differenza del proverbio, l’apoftegma non esprime  una precisa volontà a priori di esprimere una considerazione o verità di carattere universale, sebbene da questo punto di vista un apoftegma possa sovente risultare effettivamente "proverbiale".
Vi è una vasta letteratura sugli apoftegmi,
La Bibbia è ricca di  libri apoftegmatici, come quello dei proverbi. Celebri sono anche, per esempio, gli apoftegmi dei Padri nel deserto raccolti in due grandi collezioni, quella alfabetica (cioè secondo l'ordine alfabetico dei monaci cui sono attribuiti i detti e i racconti memorabili) e quella sistematica (cioè per temi). Anche il monachsimo è ricco di annotazioni pittoresche riconducibili all’poftegma.-Sono celebri anche gli apoftegmi di Plutarco sulla storia di Sparta.
Esistono inoltre intere  letterature e filosofie in stile apoftegmatico, pur con l'aspetto esteriore del saggio: Basti citare Montaigne e Così parlo Zarrraaathustra di Nietzsche"

lunedì 1 novembre 2010

Cosa è il Gotha?

Oggi si usa frequentemente il termine Gotha per indicare il meglio l’elite di un particolare settore di attività quali la finanza, il cinema, l’industria.
Ma qual è l’origine?
Gotha in francese Almanach de Gotha ed in tedesco Gothaischer Hofkalender ha origine come almanacco genealogico delle case regnanti e delle più importanti famiglie aristocratiche d'Europa pubblicato a cavallo di duecento anni  dal 1763 al 1944. In seguito vennero considerati anche  ordini cavallereschi e in tempi recenti si sono aggiunti anche dati e particolari statistici su tutti i Paesi del mondo.
Il nome in particolare  deriva dalla città tedesca di Gotha, in Turingia, dove veniva pubblicato. Essere inseriti al suo interno significava avere un grande prestigio. Il termine Gota deriverebbe, secondo il dato tradizionale, infatti da Gabata, Gavata, dal provenzale Gauta, una sorta di scodella, di coppa, chiaro riferimento al mito del Graal.
E' indubbiamente un termine che fa effetto e compendia modi dire simili, ma molto meno sintetici.

lunedì 25 ottobre 2010

Parole difficili

Il vocabolario italiano è pieno di parole cosiddette difficili che difficilmente si usano in un contesto normale di un discorso. Vediamone a caso qualcuna:

Levirato: deriva etimologicamente dal latino giuridico levir (fratello del marito) e pertanto  è
Truismo è un adattamento italiano dall'inglese truism, derivato di true vero. Ha pertanto il significato di una verità ovvia ed indiscutibile di cui appare superflua ogni spiegazione

Turlupinare dal francese turlupiner ha il significato di approfittare della buona fede e dell'ingenuità altrui
Passeremo in rassegna nel seguito altre parole difficili, molto rare nel linguaggio parlato.

l'istituzione secondo la quale un uomo ha l'obbligo, o semplicemente il diritto, di sposare la vedova del proprio fratello