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giovedì 24 febbraio 2011

Leggenda e realtà della scuola medica salernitana

Se non hai medici a portata di mano, ti facciano da medici queste tre cose: mente serena, riposo e moderazione nel mangiare.
 Non metterti a tavola, se non senti lo stomaco vuoto e libero dal cibo del pasto precedente.
 Se non vuoi avere problemi, comincia ogni pranzo con un bel bicchiere di vino.
 L'anice rende più limpido lo sguardo e ristora lo stomaco.
 Il seme di finocchio apre anche gli spiragli dell'ano.
Durante i pasti, bevi poco e spesso.
 Se vuoi dormire bene, alla sera mangia poco.
Formaggio e pane è cibo per chi è sano.
Le rape giovano allo stomaco, ma producono flatulenze
 Sono celebri aforismi dell’antica scuola medica salernitana che rappresenta una pietra miliare nella storia della medicina.
La prima testimonianza certa e documentata dell'esistenza di questa scuola è datata  IX secolo; in quel periodo, la pratica medica era soprattutto ad appannaggio dei monaci, che preparavano, nelle loro erboristerie, medicamenti vari partendo dal trattamento delle erbe, che essi stessi coltivavano nei loro orti. .
Una leggenda narra che la costituzione della Scuola Salernitana fosse dovuta all'incontro di 4 medici: un romano, un greco, un arabo ed un ebreo, che, mettendo insieme le loro conoscenze, portarono un vasto bagaglio di esperienze diverse che fu poi la caratteristica più grande della scuola.Il primo grande pregio della Scuola Salernitana fu quello di occuparsi non soltanto dei malati, ma anche dei sani, di fare, cioè, prevenzione, una pratica completamente sconosciuta a quel tempo, sebbene già Ippocrate
ne avesse messo in evidenza l'importanza.
La scuola dopo un periodo di grande fulgore che ebbe il culmine nel XV secolo fu definitivamente chiusa nel secolo XIX  da Gioacchino Murat .

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