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mercoledì 30 marzo 2011

Il rito dello struscio a Napoli

Il periodo pasquale è un fermento di riti sacri e profani, celebrazioni liturgiche e sagre popolari.
Non vi è paese  dal più grande  a quello  più piccolo ed arroccato sulla montagna che non abbia una propria celebrazione nella settimana santa, basti pensare alle molteplici v vie crucis vero fulcro della tradizione pasquale.
 Cio accade non solo in Italia, ma anche a Malta ed in Spagna , soltanto per citarne alcuni. Molto caratteristica è a Napoli il rito del Giovedì Santo  nella settimana santa
In quel giorno i fedeli si recano  a visitare i sepolcri nelle chiese, che, secondo un’antica tradizione, devono essere almeno tre e sempre in numero dispari.
Questo rito viene comunemente indicato come il “giro dei sepolcri”A Napoli comunque si preferisce parlare di struscio
Questo modo dire sembra essere riconducibile ad un bando del Settecento quando a Napoli durante la Settimana Santa fu imposto il divieto di circolare con cavalIi e carri, divieto successivamente confinato alla sola via Toledo
I fedeli, che in gran numero osservavano il rito dei sepolcri, si trovavano quindi obbligati a percorrere a piedi  la principale arteria cittadina. Peril gran numero di persone, il passeggio era lento e si procedeva quindi strusciando (strisciando) i piedi lentamente sul selciato ed anche le stoffe ancora rigide dei vestiti nuovi indossati per l’occasione, strusciavano tra di loro producendo un suono sommesso.

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